Lo zucchero raffinato aumenta la cellule tumorali

zucchero raffinato tumori

Ormai è risaputo che se vogliamo mantenerci in salute, uno dei primi accorgimenti che dobbiamo prendere è quello di cambiare la nostra alimentazione. Anche se questo è una notizia data per certa, le persone che amano i fast-food e quelle che prediligono le delizie zuccherine, non si sono ancora definitivamente convinti. Le prove evidenti delle conseguenze negative che i loro cibi preferiti causano ai loro corpi, sono lampanti, ma loro continuano ad ingerire cibi ad alto contenuto di zuccheri, senza pensarci due volte.

Il famoso giornale di medicina: “Nature Medicine” ha recentemente dato conferma che gli alimenti che contengono zucchero raffinato sono il motivo principale che si cela dietro la crescita e la diffusione dei tumori. In futuro si potrà fare lo screening del cancro facendo affidamento sulla scansione del corpo per individuare i livelli di zucchero accumulato e quindi dove sono localizzati i ‘segni’ della malattia.

La scoperta è stata fatta dopo che l’University College di Londra (UCL),  ha sperimentato un nuovo metodo di rilevamento del cancro usando un’unica forma di risonanza magnetica (MRI – Magnetic Resonance Imaging). Gli scienziati hanno sensibilizzato uno scanner MRI, conosciuto anche come tomografia a risonanza magnetica, per esaminare in modo specifico il glucosio presente nel corpo, e ha rivelato che i tumori si nutrono di zucchero e si ‘alimentano’ in quanto contengono elevate quantità di zucchero.

Reso noto e spiegato da un recente annuncio UCL, “La nuova tecnica, chiamata “scambio chimico di trasferimento di saturazione del glucosio” (glucoCEST), si basa sul fatto che i tumori consumano molto più glucosio (un tipo di zucchero) del normale, tessuti sani al fine di sostenere la loro crescita.” L’università ha dichiarato che i tumori appaiono come: “Immagini luminose sullo scanner”.

Nella scansione tradizionale del cancro, l’individuazione dei tumori viene di solito effettuata tramite delle iniezioni di radiazioni a basso dosaggio, perché la radiazione è un’altra causa nota del cancro. Ma purtroppo, questo metodo non è la scelta migliore a causa dei suoi potenziali e pericolosi effetti collaterali. Tuttavia è efficace perché si attivano e si incoraggiano le cellule tumorali ad espandersi e moltiplicarsi e questo può essere utilizzato dai medici per rintracciarlo all’interno del corpo. Ora lo zucchero può essere ufficialmente aggiunto a questo elenco.

“Il metodo utilizza un’iniezione di zucchero normale e potrebbe offrire un’alternativa a buon mercato, ma soprattutto più sicura rispetto ai metodi esistenti per rilevare i tumori, in quanto essi richiedono l’iniezione di materiale radioattivo”, afferma Dr Simon Walker-Samuel, ricercatore principale dello studio dal UCL Centro per Advanced Biomedical Imaging (CABI).

Il metodo “glucoCEST” potrebbe identificare la presenza di tumori utilizzando solo la quantità di zucchero che si trova in “una mezza tavoletta di cioccolato di dimensioni standard.” Questa scoperta è davvero sorprendente, in quanto evidenzia che anche iniettando moderatamente una bassa quantità di zucchero, ha il potenziale per promuovere la proliferazione del cancro.

“UCL” non è la prima scoperta che collega lo zucchero raffinato a malattie come il cancro. Il Dr. Robert H. Lustig, MD Professore di Pediatria e Divisione di Endocrinologia presso l’Università della California, San Francisco (UCSF), dichiara che il consumo di zucchero provoca la maggior parte delle malattie croniche presenti oggi. Lustig è l’autore di “Sugar: The Bitter Truth”, dove descrive le sue scoperte in molti video.

I principali colpevoli sono: zucchero bianco e farina, alimenti zuccherati, trasformati e cibo dei fast food. Quando questi alimenti vengono ingeriti nel corpo (rispetto alle fonti naturali di fruttosio presente nella frutta), causano un aumento di ormoni che deve essere rilasciato (specificamente insulina), che rappresenta il segnale per le cellule tumorali di alimentarsi e continuare a crescere indisturbate.

Il dottor Lewis Cantley, capo del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) alla Harvard University, ha condiviso il link zucchero-cancro in una intervista CBS: “Quello che stiamo cominciando a imparare è che l’insulina può causare effetti negativi in diversi tessuti, e una particolare preoccupazione è il cancro.” Ha continuato dicendo: “Se vi capita di avere un tumore che ha recettori dell’insulina su di esso, allora sarà stimolato a prendere il glucosio che è nel sangue. Così, piuttosto che andare al grasso o al muscolo, il glucosio passa nel tumore e il tumore lo utilizza per crescere”.

Fonte: libertadiparola.com


Avvertenza:

Questa non è una rivista medica,  pertanto le informazioni fornite in questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico. Le eventuali descrizioni di prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non consentono di acquisire la necessaria esperienza e manualità per la loro pratica o il loro uso. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante o di uno specialista.

Paolo Pinna

Naturopata, iscritto con N° 44326 nell’elenco professionale, specializzato in Nutrizione e Alimentazione, Riflessologia plantare, Riequilibrio vertebrale, e Tecniche di digitopressione.

Direttore e docente della Scuola di Naturopatia Sardegna, vicepresidente dell’Associazione professionale per la tutela dei Naturopati “Akademia della Salute”

 

Disintossicare il fegato: come depurarsi mangiando

L’alimentazione ha da sempre una posizione chiave per disintossicare il fegato. Ma quali sono gli alimenti giusti da mettere in tavola?

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Il fegato è una parte fondamentale per il nostro corpo. Il suo scopo è ripulirci dalle tossine e garantire, così, il corretto funzionamento dei sistemi interni. Ma l’inquinamento delle città, lo stress e le numerose diete sbagliate possono mettere seriamente a rischio la nostra salute. Per questo motivo è importante sapere come disintossicare il fegato, se poi la soluzione è cambiare il regime alimentare, beh ancora meglio. Non credi?

COME FUNZIONA IL FEGATO

come disintossicare il fegato

Il fegato lavora senza sosta per purificare il sangue ed eliminare le sostanze tossiche ingerite con il cibo o assimilate dall’esterno attraverso l’olfatto. Nel momento in cui si sovraccarica, fa fatica a mantenere il passo. Questo succede anche quando ti trovi in un periodo di forte stress.

Ciò che forse non sai è che disintossicare il fegato non è poi così difficile, ma prima cerchiamo di capire che cosa succede al nostro corpo e alla nostra mente quando il fegato non funziona come dovrebbe.

INTOSSICAZIONE DEL FEGATO: I SEGNALI

I sintomi di un’intossicazione del fegato sono:

  • stanchezza
  • aumento di peso
  • mal di testa
  • cattiva digestione
  • dolori al fianco destro.

I SUPERCIBI PER DISINTOSSICARE IL FEGATO

disintossicare il fegato con acqua e limone

Una dieta sana ed equilibrata spesso basta a disintossicare il fegato e aiutarlo a eliminare le scorie in eccesso. I cosiddetti supercibi contribuiscono di molto e sono in grado di depurare il corpo in pochi giorni. Ecco cosa integrare per disintossicare il fegato con l’alimentazione.

ACQUA E LIMONE

È un ottimo modo per disintossicare il fegato ogni mattina. Basta un bicchiere d’acqua e una sana dose di succo di limone fresco. Questo perché il fegato produrrà più enzimi in risposta all’assunzione dell’acqua e limone.

AGLIO

L’aglio contiene dei composti solforati che possono aiutare ad attivare gli enzimi nel fegato. Contiene anche il selenio, ottimo per proteggere l’organo in sovraccarico. Aggiungine qualche spicchio in una bella insalatona, ti sentirai presto pulita e rinfrescata.

AVOCADO

Uno studio scientifico giapponese ha scoperto che gli avocado contengono dei composti in grado di proteggere il fegato dai danni. Messo a confronti con altri 21 frutti, ha dimostrato di essere il più efficace per disintossicare il fegato e proteggerlo dallagalattosamina, una tossina capace di sviluppare una malattia epatica molto simile all’epatite virale.

CILANTRO

È un’erba molto versatile che può essere aggiunta a qualsiasi piatto, anche insalate e frullati. Contribuisce a rimuovere i metalli pesanti dal corpo.

CURCUMA

Si tratta di un’altra spezia con una lunga lista di effetti benefici. La curcuma è famosa per proteggere e disintossicare il fegato, ma anche per favorire la rigenerazione delle cellule epatiche. Inoltre, aumenta la produzione di bile naturale e aiuta a mantenere il corpo libero dalle tossine.

Tarassaco

è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee con le sue proprietà depurative e antinfiammatorie è un ottimo alleato nella cura delle malattie legate al fegato

Infine, se è possibile elimina il vizio del fumo e cerca di ottenere un buon riposo notturno. Perché una buona alimentazione da sola non basta per disintossicare il fegato, ma va integrata con abitudini sane. Per esempio, è anche utile ritagliarsi del tempo per l’attività fisica, ottima per combattere lo stress.

fonte INRAN


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Colite spastica: cause, sintomi e trattamento

il perché e le cause della colite spastica.

colite spastica

Dolori addominali, crampi. Sono i classici sintomi della colite spastica, una condizione altamente fastidiosa e dolorosa che coinvolge moltissime persone in tutto il mondo. A differenza della colite ulcerosa, in questo caso la struttura dell’intestino non viene alterata.

COLITE SPASTICA: LE CAUSE

Perché si sviluppa la colite spastica? Molto spesso, il motivo principale è il risultato di un’infezione nella zona intestinale, ma non è l’unica causa scatenante.

Dobbiamo sapere che l’intestino è collegato al cervello. Entrambi gli organi trasmettono dei segnali l’uno verso l’altro. Questi influenzano la funzione intestinale e tutto ciò che ne consegue. Per esempio, in fase di stress i nervi si attivano, causando un’ipersensibilità dell’intestino.

La colite spastica può verificarsi a qualsiasi età, ma si presenta spesso durante l’adolescenza e l’inizio dell’età adulta. Inoltre, è doppiamente comune nelle donne più che negli uomini.

I SINTOMI

colite spastica cause

Nella maggior parte delle persone i sintomi della colite spastica si presentano in maniera lieve, anche se variano da persona a persona.

I segnali principali più comuni sono dolore addominale, sensazione di pienezza, gas,gonfiore, costipazione e diarrea. Questi si presentano per almeno tre giorni al mese. Il dolore, a ogni modo, spesso si allevia o sparisce dopo un movimento intestinale. Nella maggior parte delle persone i sintomi peggiorano nell’arco di due settimane o di un mese, per poi diminuire gradualmente. Nel restante dei casi, la colite spastica non dà cenni di scomparsa e i suoi sintomi diventano parte della quotidianità.

CURIAMO LA COLITE SPASTICA CON LA PREVENZIONE

colite spastica sintomi

Spesso e volentieri modificare il proprio stile di vita può aiutare molto. Per esempio, un’ora di attività fisica tutti i giorni e un miglioramento delle abitudini del sonno possono ridurre l’ansia e contribuiscono, così, ad alleviare i sintomi della colite spastica.

Anche cambiare la dieta può essere molto utile. Tuttavia, nessuna dieta specifica può essere raccomandata in quando questo tipo di condizione si presenta in modo diverso da una persona all’altra. Ci sono, però, alcuni consigli utili da prendere in considerazione per prevenire la colite spastica:

  • evitare alimenti e bevande che stimolano l’intestino (caffeina, teina, ecc.)
  • evitare pasti abbondanti
  • aumentare l’assunzione di alimenti ricchi di fibre (ottimo contro la stitichezza).

La cura naturale della colite deve essere diversificata in base ai sintomi. Le necessità dell’intestino infatti variano a seconda di come si presenta la colite.

–        In caso di diarrea. Di recente L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riaffermato che l’acqua di riso ha un’azione terapeutica superiore a qualsiasi altra soluzione chimica, soprattutto per i bambini, gli anziani e i soggetti dal fisico debilitato. Fate bollire 40 g di riso in un litro d’acqua per circa mezz’ora, poi togliete il riso e bevete l’acqua rimasta, a più riprese durante il giorno.

–        Se ci sono crampi. È utile l’olio essenziale di basilico: chiedete in erboristeria quello predisposto per uso interno e scioglietene due gocce in un cucchiaino di miele. Prendere il composto due o tre volte al giorno.

–        Contro il meteorismo. Se la colite è accompagnata da meteorismo, è consigliabile una tisana a base di semi aromatici. Fatevi preparare dall’erborista un mix in parti uguali di semi di anice, finocchio e cumino. Al momento dell’uso mettette a bollire un cucchiaio della miscela in 600 ml di acqua per 15 minuti, filtrate e bevetene tre tazze al giorno.

E se la causa è lo stress?

La colite può dipendere dallo stress o da altri fattori emotivi. I fiori di Bach sono molto utili: riequilibrano la psiche e ripristinano così la normale funzionalità dell’intestino.

–        Mimulus se il problema è l’insicurezza. L’insicurezza e la paura di non riuscire ad affrontare situazioni nuove o impreviste possono generare stress e tensione, che si somatizzano sotto forma di colite.

Mimulus aiuta a ritrovare fiducia eliminando le paure.-        Rock Rose contro l’ansia. La colite è spesso uno dei primi segnali di uno stato d’ansia. Rock Rose è il rimedio adatto: ristabilisce velocemente l’equilibrio psicofisico, donando serenità e ottimismo.

Fonte INRAN/RIZA


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alimenti BRUCIA GRASSI

Quali sono e come funzionano gli alimenti brucia grassi

Ecco quali sono gli alimenti brucia grassi, e come poter ottenere il meglio per la vostra nuova dieta alimentare!

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È possibile mangiare e, attraverso l’assunzione di cibi, aiutare il nostro corpo a bruciare i grassi? Può sembrare un controsenso, mè davvero possibile farlo con regolarità. In commercio potete infatti trovare numerosi alimenti che possono innalzare il dispendioenergetico dell’organismo, andando a stimolare il vostro metabolismo basale, quello deigrassi e la produzione di calore. Si tratta pertanto di alimenti che richiedono un grande quantitativo di energia per poter essere assimilati: vediamo insieme quali sono e e perchè, se assunti correttamente, possono effettivamente conferire una buona mano d’aiuto ai vostri progetti di dimagrimento.

COSA SONO GLI ALIMENTI BRUCIA GRASSI

In primo luogo, è bene stringere il campo delle definizioni. Con il nome di alimenti che bruciano i grassi si intendono infatti dei cibi che possono incrementare il dispendio energetico dell’organismo, consentendo di bruciare maggiormente i grassi presenti.

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Il segreto è nello stimolare la c.d. “termogenesi” che, a proposito di definizioni introduttive, è un processo metabolico nel corso del quale il nostro corpo bruciare delle calorie per digerire il cibo e assorbire i nutrienti e, nel contempo, per produrre calore. Di fatti, il nostro corpo consuma calorie quando introduciamo del cibo, ma ci sono nutrienti che più di altri possono stimolare la termogenesi. Ad esempio, le proteine comportano generalmene una spesa energetica maggiore. Tutto chiaro?

FRUTTA E VERDURA BRUCIA GRASSI

Alcuni alimenti che bruciano i grassi in maniera considerevole sono la frutta e la verdura. In particolare, l’arancia, il limone, il kiwi e l’anguria sono molto importanti per poter produrre vitamina C, che a sua volta stimola il metabolismo. La mela ha invece pectina, che ha un’azione lipolitica che combatte e previene l’accumulo di adipe. L’ananas, ancora, ha della bromelina, che partecipa al metabolismo delle proteine, mentre il pompelmo è definito addirittura come un alimento dalle calorie negative. Altri alimenti che possono fornirci una pratica mano d’aiuto è, ad esempio, il mango. Tra la verdura, i broccoli, la rucola, i peperoni e gli spinaci sono ricchi di vitamina C, che sopra abbiamo già individuato quale elemento brucia grassi, mentre il sedano, la lattua, le zucchine, la cipolla e i sottaceuti sono definibili, così come avviene per il pompelmo, degli alimenti a calorie negative.

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CARNE E PESCE BRUCIA GRASSI

Anche tra la carne e il pesce ci sono numerose varietà brucia grassi. Tra il secondo, sia sufficiente ricordare le vongole, la bottarga, il merluzzo, le cozze, i gamberi, il surimi, lo stoccafisso o il baccalà, ricchi di proteine e di iodio. Tra la seconda, essendo fonte di proteine, si può ben dire che tutte le principali varietà, se assunte in dosi opportune, possono conferirci un piccolo supporto.

ALTRI ALIMENTI CHE BRUCIANO I GRASSI

L’elenco degli alimenti che bruciano igrassi potrebbe proseguire ancora a lungo. Come non ricordare il caffè, il guaranà, il tè verde, il cacao o, tra i condimenti e le spezie, il sale marino, il peperoncino, il pepe nero, il curry, la curcuma? Si tratta di aiuti molto importanti per una dieta che possa sviluppare il proprio metabolismo. Provate a parlare con il vostro medico di fiducia o con un dietologo, e costruite insieme a lui la vostra nuova dieta dimagrante!

Fonte INRAN


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Parliamo di ……… FRUTTA …….

La frutta fa bene solo se mangiata in maniera corretta ….

Tutti pensiamo che mangiare frutta significhi comprarla, sbucciarla, affettarla e portarla alla bocca. Ma non è così semplice e banale. È importante sapere come e quando mangiarla.

Sei uno di quelli che dice che la frutta gonfia o fermenta?
Ecco come dimenticarsi per sempre di questi fastidi ed ottenere tutta l’incredibile energia, vitamine e minerali VIVE dalla frutta, l’alimento principe e più naturale per l’essere umano.

Qual è dunque il modo corretto di consumare la frutta?

La prima regola è di non mangiarla mai a fine pasto, ma sempre a stomaco vuoto.

Se voi imparerete a mangiare tanta frutta, e a farlo nel modo corretto, essa giocherà un ruolo basilare nelladetossificazione del vostro sistema corporale, e metterà a vostra disposizione una enorme quantità di energia utile a farvi perdere eventuale sovrappeso e a condurre al meglio tutte le altre migliorie corporali (sia livello fisico che mentale).

Occorre evitare che la frutta trovi sul suo cammino cibo indigerito e residui putrefattivi di pasti precedenti e di digestioni prolungate oltremisura, mandando se stessa e il resto in putrefazione, e creando gas e rigonfiamenti intestinali. Se mangi due fette di pane e poi una porzione di frutta, rovini un meccanismo perfetto. La porzione di frutta è pronta per andare direttamente nell’intestino tenue, nel duodeno, ma viene impedita di fare quel percorso e viene trattenuta nello stomaco da quelle fette di pane, per cui l’intero pasto, sia il pane che la frutta, si trasforma in un bolo acido carico di fermentazione, per cui tutto è da considerarsi compromesso e rovinato.

Capelli bianchi, perdita di capelli, crisi di nervosismo, circoli scuri sotto gli occhi, e altre cose del genere non succederebbero se imparassimo a consumare il nostro cibo elettivo nelle giuste modalità, cioè a stomaco libero.

Non esiste al mondo alcun frutto capace di acidificare il corpo umano, tanto meno limoni e arance, che al contrario rappresentano quanto di meglio esiste per alcalinizzare il nostro sistema ed evitare il ricorso ai tamponi antiacidi, assai costosi in termini di enzimi e di energia interna.

Secondo il maggiore studioso mondiale di alimentazione di tutti i tempi, che rimane senza dubbio il dr. Herbert Shelton, se imparate il corretto modo di alimentarvi con la frutta, avrete automaticamente a vostra disposizione il segreto della bellezza, della longevità, della salute, dell’energia, della felicità e del peso-forma costante e senza sbalzi.




Le combinazioni alimentari sono regole fondate sulla fisiologia della digestione e sulle ricerche ed esperienze di molti studiosi. Non tutti i cibi vengono digeriti allo stesso modo e con gli stessi tempi. È questa la regola fondamentale che sta alla base delle combinazioni alimentari. La digestione avviene ad opera di sostanze particolari, chiamate enzimi, che scindono gli alimenti nei loro costituenti fondamentali. Nell’organismo ci sono numerosi enzimi ed ognuno specifico per ogni sostanza. Questo schema, seppur limitato, può aiutare a comprendere la complessità del processo digestivo. Ciascun enzima necessità di specifiche condizioni di acidità (pH) per poter agire al meglio: ad es. la ptialina funziona meglio in ambiente alcalino, la pepsina meglio in uno acido. Quando viene ingerito un alimento si dovrebbero creare le condizioni ideali di acidità affinché l’ambiente sia il più idoneo possibile per favorire l’attività enzimatica. Ma se si associano nel pasto alimenti che hanno esigenze digestive diverse, se non addirittura opposte, questo non può avvenire con il risultato che la digestione è più lenta e difficoltosa e con una serie di sequele a ciò connesse: sonnolenza post-prandiale, bruciore gastrico, senso di pesantezza, gonfiore, meteorismo e più grave produzione di scorie tossiche.

Ecco allora le regole per mangiare correttamente la frutta:

1) Mangiare la frutta a stomaco vuoto o 20-30 minuti prima di mangiare. L’unica eccezione è l’ananas, mela, kiwi e papaya che hanno degli enzimi digestivi che facilitano la digestione e che gli permettono di essere mangiati a fine pasto favorendo l’assimilazione del pasto.

2) La frutta può essere divisa in frutta dolce, frutta semi-acida e frutta acida.

  • Frutta acida: ananas, arance, clementine, limoni, mandarini, melagrane, pompelmi, ribes.
  • Frutta semi-acida: albicocche, ciliegie, fragole, mele, pere, pesche, prugne, uva.
  • Frutta dolce: banane, datteri, fichi, mele dolci, uva dolce.
  • Melone e anguria.

3) Possiamo mangiare diversi tipi di frutta insieme rispettando la combinazione: Frutta acida + semiacida; Frutta dolce + semiacida. Evitare invece di mescolare frutta dolce con frutta acida.

4) Il melone e l’anguria vanno mangiati da soli altrimenti fermentano con grossa facilità dato l’elevato contenuto di glucidi (zuccheri). Ma c’è un lato positivo: impiegano solo 10 minuti per essere digeriti quindi l’ideale è mangiarli prima di iniziare il pasto.

5) Non esiste una “simpatia” totale tra frutta e verdura in quanto richiedono enzimi diversi per la loro elaborazione e assimilazione. Il frutto più adatto a eventuali miscele è la mela. Tuttavia piuttosto che combinare queste due categorie di alimenti è meglio mangiare prima la frutta, poi la verdura.

Seguendo questi semplici regole che si basano sul funzionamento digestivo avremo due vantaggi: nessun fastidio nel mangiare frutta e l’enorme beneficio delle proprietà del cibo elettivo per l’uomo.

CONSIGLI UTILI:
  • CONFEZIONI, BOTTIGLIE E LATTINE

Se vi sentite di bere un succo di frutta, non avvenga mai da lattine, da confezioni varie e da bottiglie di succhi pastorizzati, dal sapore simile o anche identico a quello dei frutti, ma totalmente privi dei nutrienti originari, visto che il calore fa una autentica strage di vitamine e micronutrienti, e che eventuali aggiunte di vitamine sintetiche rendono ancor più velenoso il tutto.

In ogni caso consumare il frutto come sta è la migliore soluzione, visto che anche nella centrifugazione si perdono delle qualità, soprattutto se non si provvede al consumo immediato.

In ogni caso il succo spremuto o centrifugato va bevuto lentamente e a piccoli sorsi, puntando a una mescolazione con la saliva. Masticare il succo più che inghiottirlo.


  • TRE GIORNI A SOLA FRUTTA

Si può sempre optare per un semi-digiuno di 3 giorni a sola frutta per una ripulita del corpo. Basta consumare solo frutta e succo di frutta fresco da mattina a sera, per 3 giorni, e sarete sorpreso dai vostri amici e dai vostri familiari, che si accorgeranno di quanta salute radiante emetta il vostro viso!

  • QUALI I MIGLIORI FRUTTI?

Il kiwi è piccolo ma potente e concentrato. Ottima fonte di potassio, magnesio, vitamina-E e fibra. Il suo contenuto di vitamina-C è doppio rispetto all’arancia. Una mela al giorno tiene lontano il medico di torno? È verissimo. Sebbene sia bassa in vitamina-C è dotata di antiossidanti e di flavonoidi che, al pari dell’acido ascorbico, abbassano il rischio di cancro al colon e di cardiopatie.
Le fragole sono frutti protettivi, dotate come sono di poteri anti-ossidanti e di azione specifica contro quei radicali liberi che causano intasamenti vascolari e infiammazioni.
L’arancia rappresenta quanto di meglio esista. Trattasi di medicina dolce e naturale. Una manciata di arance al giorno azzera raffreddori e riniti, abbassa il colesterolo, previene e dissolve i calcoli renali e annulla il rischio di cancro intestinale.
L’anguria rappresenta quanto di meglio esista per soddisfare la sede. Composta del 92% di acqua, è anche confezionata dalla natura con una dose gigantesca di glutatione, basilare per dare la carica al sistema immunitario. È anche una fonte-chiave di licopene, il maggior anti-ossidante e anti-cancro previsto in natura. All’anguria non mancano ovviamente vitamina-C, potassio e tanta preziosa acqua biologica per ricambiare le nostre acque stagnanti.
I meloni sono da considerarsi suoi ottimi e deliziosi cugini. Frutti speciali, rigorosamente non mescolabili ad altri cibi.
Guava e papaia meritano lo scettro per la vitamina-C, essendo di gran lunga i frutti che ne contengono di più. Il guava è anche ricco di fibra vegetale, indispensabile a prevenire fenomeni costipativi.
La papaia contiene pure carotene, utile per gli occhi, e la famosa papaina, fantastica per aiutare la digestione.

  • SUL BERE ACQUA

È incredibile vedere come la gente sappia avvelenarsi anche con le cose più innocenti. Respira aria e non si accorge se è pura o condizionata o riscaldata o semplicemente viziata. Beve acqua e lo fa nel modo più irresponsabile, bevendola durante e alla fine dei pasti, provocando diluizione e depotenziamento dei succhi gastrici.
Come non bastasse la beve fredda o addirittura col ghiaccio.

Queste cose significano blocco digestivo assicurato. L’acqua fredda tende a far solidificare gli oli ingeriti durante il pasto, con inevitabile rallentamento digestivo. Una volta che questo pantano oleoso reagisce con l’acido stomacale, va giù e viene assorbito dall’intestino prima del cibo solido, intasando l’intestino e formando nuovi grassi che portano a formazioni tumorali. Se proprio volessimo bere dell’acqua coi pasti, essa sia limitatissima e calda.

  • EVULOSIO O FRUTTOSIO NATURALE

Succo di frutta fresco significa levulosio o fruttosio. Nulla a che fare con lo zucchero comune saccarosio, che è autentico veleno. Nulla a che fare col fruttosio sintetico, pure negativo per la salute. Il fruttosio naturale sta solo nella frutta fresca e nel miele non cotto, mescolato al glucosio naturale che è suo isomero (costituito dagli stessi elementi-base ma con diverse proprietà chimiche, imputabili a diversità strutturali-molecolari). Il levulosio si forma nell’inversione del saccarosio e per idrolisi dell’inulina (cugina dell’insulina). Ha potere dolcificante superiore a quello del saccarosio. Il fruttosio è indicato per i diabetici, al contrario del saccarosio.

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Estratto dalla tesina “Un anticancro potentissimo chiamato frutta”
Autore: Valdo Vaccaro

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Ansia e Postura ….

posizione testa ansia

In questo articolo vi presentiamo i risultati di una ricerca  in cui abbiamo voluto verificare l’impatto concreto, in due situazioni quotidiane che ci riguardano tutti (o quasi), di come si influenzano a vicenda corpo e mente. Si tratta di un tema per noi importante, alla base di molte tecniche che utilizziamo, quindi ci teniamo molto ad essere sicuri dell’esattezza dei meccanismi su cui si basano e dell’efficacia della tecnica stessa.

Abbiamo valutato se il nostro stato emotivo può influenzare la postura che abbiamo a letto o mentre guidiamo l’automobile e se, viceversa, queste posture posso avere effetti sulle nostre risposte emotive.

Il meccanismo alla base dello spostamento della testa

Il punto di partenza riguarda un fenomeno ormai ben noto e dimostrato: gli stati di paura, ansia, angoscia e stress, alterano la nostra respirazione e questo, per un fenomeno biomeccanico che vedremo tra poco, sposta la posizione della nostra testa. Per comprendere questo fenomeno bisogna considerare che il nostro sistema limbico, quando intercetta un pericolo, attiva in pochi millisecondi una respirazione più ampia del normale, per farci avere più ossigeno nei muscoli per combattere o scappare (è un riflesso che abbiamo ereditato dai mammiferi). Per farlo amplifica la respirazione diaframmatica (nota anche come “di pancia” per il movimento che crea ad ogni respiro spostando i nostri organi digestivi avanti e indietro) e innesca anche quella toracica. Qui sorgono una serie di complicazioni.

respirazione e ansia e stressLa prima riguarda il fatto che la maggior parte delle persone respira già quasi solo con la respirazione toracica (che in fisiologia dovrebbe essere minima) e usa poco o nulla quella diaframmatica (che invece dovrebbe essere quella primaria). Questo succede per questioni culturali – “petto in fuori, pancia in dentro!” è lo slogan estetico che ci guida dall’adolescenza in avanti – ma anche per questioni di abbigliamento (pensate ai tacchi per le signore) e di postura scorretta nello studio e nel lavoro. Un’altra causa di questa respirazione non fisiologica si trova spesso nei mancati tempi di recupero: gli altri mammiferi, che condividono con noi il processo respiratorio, dopo un evento stressante hanno il tempo per riposarsi e permettere al sistema corpo-mente di tornare in fisiologia; noi umani spesso viviamo un evento stressante via l’altro, ad esempio passando dal traffico in auto, alla riunione dove dobbiamo presentare un lavoro per poi dover gestire una telefonata emotivamente stressante. In queste condizioni tutto il nostro organismo non ha i tempi di recupero necessari e avviene un fenomeno che abbiamo chiamato Innalzamento di Soglia (è un fenomeno complesso, qui ci basti sapere che il corpo smette di sentire i segnali di fastidio e disagio meno intensi, ma questo crea problemi nel medio-lungo periodo). In questo Innalzamento di Soglia succede anche che il diaframma, muscolo fondamentale per una respirazione corretta, si irrigidisce e accorcia. Questo non solo peggiora la nostra respirazione, ma per la forma particolare di questo muscolo, che ricorda una campana, e per i suoi punti di innesto sulla struttura scheletrica, porta ad aumentare le curve delle lordosi cervicale e lombare.

postura testa smsQuesto meccanismo ci porta a girare in su la testa, come se volessimo guardare qualcosa in alto ma, visto che spesso dobbiamoguardare qualcosa dritto davanti a noi o anche un po’ più in basso (volti di persone, monitor di computer, libri, cellulari, ecc.) alcuni dei nostri muscoli, per come sono posizionati e per la loro forza specifica, invece di ruotare la testa e riposizionarla correttamente, lasposteranno in avanti (creando un effetto che ricorda, in modo meno esagerato, il collo e la testa della tartaruga). Ci possono essere anche altri fattori che concorrono a questa posizione avanzata della testa, in questo articolo non ci interessa approfondirli, ma ci basti sapere che il meccanismo che abbiamo descritto, anche da solo, ha un impatto molto forte sulla maggior parte delle persone.

L’esperimento

postura ansia e rabbia in autoOra che abbiamo compreso la meccanica che lega la respirazione che avviene quando proviamo paura, ansia o stress e il movimento in avanti della testa, possiamo capire il senso del nostro esperimento. Secondo molti approcci fisiologici e antropologici la postura di profilo di una personain fisiologia prevede che la nuca (intesa come retro della testa) si trovi sulla stessa linea da cui passano le scapole e l’osso sacro. Ci sono due condizioni di vita in cui questo allineamento è facilmente verificabile: sdraiati sul letto in posizione supina (pancia in alto) e quando si è seduti in automobile. Ovviamente ci sono un paio di accorgimenti da considerare, ad esempio che il materasso sia abbastanza rigido e che la posizione dello schienale dell’auto sia in posizione corretta.

Nella nostra ricerca, ci spiega Fabio Sinibaldi – uno dei fondatori di Real Way of Life e responsabile delle ricerca applicata – abbiamo voluto verificare se un lavoro sulle emozioni poteva influire sulla postura e, viceversa, se mettendo la postura in condizioni più fisiologiche le risposte emotive miglioravano.

Per farlo abbiamo preso tre gruppi di persone:

  • Il primo gruppo ha seguito un training emotivo base (preso dalle prime 2 fasi del nostro Protocollo in 8 fasi per le Emozioni) con esercizi e indicazioni pratiche da applicare per 15 minuti totali al giorno.
  • Il secondo gruppo ha seguito ha avuto indicazioni sulla gestione della postura rispetto all’emozioni e indicazioni sulla respirazione (prese da un’altra fase del Protocollo) entrambe da applicare 5 volte al giorno per 3 minuti.
  • Il terzo gruppo, di controllo, non avrebbe fatto nulla.

I training duravano tre settimane.

Di ogni gruppo sono stati monitorati all’inizio, ogni settimana e alla fine, i seguenti aspetti:

  • Altezza del cuscino con cui si era comodi a stare sdraiati a letto supini (a ogni persona venivano dati 4 cuscini che, a testa appoggiata, la alzavano rispettivamente di 1, 2, 4, 6 cm, ma potevano anche non usarlo se desideravano)
  • Seduti in modo per loro confortevole in automobile la distanza in cm della testa dal poggiatesta
  • Battito cardiaco
  • Cortisolo salivare
  • Grado di ansietà istantanea al momento della rilevazione tramite questionario self-report
  • Grado di ansietà di base tramite questionario self-report

Risultati

Gruppo 1 – Training Emotivo

  • biofeedback ansia pauraRiduzione media di 2.8 cm a letto e 3.2 in auto
  • Riduzione media del battito cardiaco del 13%
  • Riduzione media del cortisolo salivare del 19%
  • Riduzione media del grado di ansietà istantanea percepita del 38%
  • Riduzione media del grado di ansietà di base percepita del 57%

 Gruppo 2 – Training Corporeo

  • Riduzione media di 3.6 cm a letto e 4.8 in auto
  • Riduzione media del battito cardiaco del 19%
  • Riduzione media del cortisolo salivare del 20%
  • Riduzione media del grado di ansietà istantanea percepita del 31%
  • Riduzione media del grado di ansietà di base percepita del 32%

 Gruppo 2 – Training Corporeo

Parametri senza variazioni significative, solo una leggere tendenza a diminuire di tutti i parametri (e in particolare una riduzione media del cuscino di 0,5 cm) dovuta probabilmente a una maggior autopercezione autoconsapevolezza portata dal solo fatto di essere coinvolti nell’esperimento.

Conclusioni

Questa ricerca ha confermato la validità di entrambi gli approcci: dalla emozioni al corpo e, viceversa, dal corpo alle emozioni. In particolare è possibile osservare che, seppure con buoni risultati entrambe le modalità, si riscontra una coerenza d’azione: l’intervento sul corpo ha effetti più ampi su postura e battito cardiaco, mentre quello sulle emozioni ha maggior effetto sul benessere percepito. Il cortisolo salivare viene influenzato in modo simile.

postura e sicurezza personaleUn altro aspetto importante da valutare riguarda l’efficaciaconsiderati i tempi ristretti del training: in entrambi i casi la pratica richiedeva complessivamente 15 minuti al giorno per 3 settimane. I risultati sono stati visibili già alla prima settimana, ma sono diventati significativi al terzo rilievo. Un follow-up a 3 mesi di distanza ha rilevato un mantenimento dei benefici mediamente tra il 60 e l’85% dei risultati ottenuti.

Un ultimo aspetto di rilievo, che non era stato considerato inizialmente in questo studio ma che ci è stato riportato da molti partecipanti, riguarda l’autopercezione di maggior sicurezza personale e di miglior comfort nelle relazioni interpersonali. In effetti se andiamo a vedere la postura di persone sicure di sé la testa delle persone più sicuri di sé e delle proprie risorse è sempre collocata ben dritta sopra le spalle, mentre la testa in avanti appare subito evidente come indicatore di dubbiosità e insicurezza, come si vede bene nell’immagine qui sopra tratta da Fight Club, pienamente coerente con i personaggi del film. Per chi volesse approfondire questo aspetto rimandiamo  all’articolo sulle Posture Sicure ©.

fonte: www.realwayoflife


Avvertenza:

Questa non è una rivista medica,  pertanto le informazioni fornite in questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico. Le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non consentono di acquisire la necessaria esperienza e manualità per la loro pratica o il loro uso. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

 

Paolo Pinna

 

Naturopata, iscritto con N° 44326 nell’elenco professionale, specializzato in Nutrizione e Alimentazione, Riflessologia plantare, Riequilibrio vertebrale, e Tecniche di digitopressione.

Direttore e docente della Scuola di Naturopatia Sardegna, vicepresidente dell’Associazione professionale per la tutela dei Naturopati “Akademia della Salute”

 

Mangiare sano per curarsi ……….

Quando i medici prescrivono farmaci antinfiammatori e antidolorifici spiegano anche ai loro pazienti che devono imparare a convivere con la malattia. Tuttavia gli effetti collaterali di questi farmaci possono essere gravi, talvolta anche letali. Le cause scatenanti l’artrite possono essere diverse, ma tutte hanno un comune denominatore: una perturbazione della chimica dell’organismo. La causa principale di questa perturbazione chimica è l’accumulo di scorie acide del metabolismo e un calo delle riserve dei sali alcalini tampone. Quindi la vera guarigione avviene attraverso l’alimentazione e non lavorando sulle articolazioni con rimedi che sopprimono il sintomo senza toccare la causa che rimane attiva. Di seguito spiego come lavorare sulla base delle ricerche di medici “contro-corrente” e le testimonianze di successo che hanno avuto.

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IL DANNO DELLE ASPIRINE

” Il dr. Richard C. Cabot nel suo Manuale di Medicina afferma a proposito dei reumatismi: «Le droghe definite salicilati, a cui appartengono le aspirine, ci permettono di alleviare il dolore di questa malattia.Non la curano, non abbreviano la durata della malattia, non proteggono il cuore, non fanno nulla se non alleviare il dolore e questo è già tanto. Sono stati una grande benedizione, rendendo così non più necessario l’uso della morfina e di droghe simili come una volta venivano utilizzate».
Non è vero “che non fanno nulla se non alleviare il dolore.” Infatti, il loro operato si ripercuote a livello dei nervi che diventano insensibili e ovviamente la cosa non può avvenire senza danno ai nervi in particolare e allo stesso corpo in generale. Qualsiasi studio accurato su tale argomento rivelerebbe i foro effetti dannosi. Circa 90 anni fa Sir Lauder Brunton ha affermato che i salicilati (l’aspirina) se da un lato “alleviano” il dolore dei reumatismi, dall’altro aggravano la malattia al cuore.” Dottor Herbert M. Shelton, tratto da “Scienza e Salute”, dicembre 1988

LA SALUTE SCATURISCE DA UNO STILE DI VITA GIUSTO; LA MALATTIA SCATURISCE DA UNO STILE DI VITA ERRATO.

““Non esiste una cura per l’artrite”, sentenzia la voce alla radio, “ma c’è li farmaco tal dei tali». Il farmaco “tal dei tali” è una medicina notevolmente pubblicizzata per «alleviare» i dolori ma funge dapalliativo nei confronti dei sintomi, piuttosto che allontanare le cause. Il mal di testa è un sintomo. Può essere “alleviato” temporaneamente con l’aspirina che non fa nulla per eliminare le cause dei mai di testa. Questi metodi abusano dell’organismo umano eppure sono molto popolari e alla fine arrecano più male che bene. 

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I reumatismi, l’artrite e la gotta sono in effetti tre termini che indicano una medesima condizione: l’infiammazione delle articolazioni. La gotta si riferisce all’infiammazione delle articolazioni delle dita dei piedi. Il reumatismo invece è più ampio e si riferisce all’infiammazione muscolare. La lombaggine è un termine utilizzato per indicare i reumatismi alla regione lombare, i reumatismi possono interessare anche la regione dei muscoli intercostali. L’artrite reumatoide e l’artrite deformante sono reumatismi alle articolazioni che hanno subito processi deformanti.

Errate combinazioni alimentari e prevalenza di cibi acidificanti alternoa l’alcalinità dei sangue e spianano la strada ai reumatismi e alle malattie al cuore nelle persone predisposte, o comunque prepara le condizioni allo sviluppo di queste malattie. ” Dottor Herbert M. Shelton, tratto da “Scienza e Salute”, dicembre 1988

PASSARE DA UNA DIETA ACIDA AD UNA DIETA ALCALINA

“Il Dr. James Lambert Mount ha scritto di aver applicato con successo un approccio nutrizionale nel trattamento centinaio di pazienti artritici che si erano offerti volontariamente nel corso di una sperimentazione condotta in Nuova Zelanda. Essi  seguivano una dieta che mirava cambiare lo stato chimico dell’organismo da acido ad alcalino, abolendo carne rossa, farina e zucchero e abbondando in insalate, frutta e frattaglie. Vi fu una media dell’80% di successi che variano da un consistente miglioramento alla completa guarigione.” Tratto dal libro Combinazioni Alimentari per la Salute, Doris Grant, Jean Joice

LA DIETA DISSOCIATA DEL DR. HAY

Il Dr. William Howard Hay, chirurgo, sviluppatore della dieta dissociata, riteneva che l’artrite rispondesse a un trattamento nutrizionale e 28 anni di esperienza lo hanno messo in grado di scrivere in senso positivo, e con molto gradimento da parte dei pazienti, che l’artrite si può curare.  Egli avvertiva comunque i pazienti che, a seconda della gravità e cronicità, possono essere necessari degli anni prima che i depositi immagini dell’apparato circolatorio, così come nei tessuti intorno alle articolazioni, siano completamente riassorbiti e possono anche non esserlo mai completamente; le articolazioni tuttavia diventano nuovamente funzionali e riescono a piegarsi senza dolere. Risultati più veloci ci sono avuti con una dieta crudista (che per molti anziani però può essere difficile da applicare). Il Dr. Hay affermava che la dieta contro l’artrite si basa su:

  • Non fare combinazioni alimentari errate: come ad esempio la frutta insieme ai carboidrati e alle proteine, oppure i carboidrati insieme alle proteine. Questi miscugli errati acidificano l’organismo con fermentazioni e putrefazioni e sono la causa maggiore di artrosi. Per approfondire vedi Le corrette combinazioni alimentari;
  • Non consumare dolci, latticini, zuccheri raffinati e i prodotti a base di farina (pane, pizza, pasta) che sono tra i peggiori acidificanti. Scegliere cereali integrali nella forma originaria (chicchi di riso, mais, orzo, frumento, ecc);
  • Arricchire la dieta di frutta e verdura crude (cibi alcalinizzanti) e ridurre carboidrati e proteine (cibi acidificanti);
  • Il metodo Hay si basa sul fatto che il nostro organismo usa gli acidi per digerire le proteine e le sostanze alcaline per digerire gli amidi, quindi assumere alimenti che contengono entrambi gli elementi nello stesso pasto porta a una digestione faticosa e anche a problemi più gravi, tra cui ulcere, allergie e obesità oltre che artrite.

MANGIARE CORRETTAMENTE A COLAZIONE, PRANZO E CENA

Il Dott. Hay prescriveva al mattino frutta e verdura, a mezzogiorno proteine come carne, pesce o uova accompagnate da abbondante verdura (quindi senza pane, patate e gallette!!), ed allasera carboidrati accompagnati da abbondante verdura. A merenda frutta fresca. L´ultimo pasto non dovrebbe essere consumato troppo tardi per non affaticare il ritmo bilico e per non disturbare il riposo notturno. E’ altrettanto importante che gli alimenti siano coltivati in modo naturale e preparati in modo appropriato senza denaturare le caratteristiche nutrizionali degli alimenti. Il consiglio scientifico della Societá Internazionale per la Ricerca del Nutrimento e materia vitale ha riconosciuto la dieta dissociata del Dr. Hay già da anni come dieta curativa.

Secondo le ricerche del Dr. Hay, la costituzione chimica del corpo umano richiede il riferimento di una dieta che contenga 2/3 di alcalinogeni (frutta e verdura) e 1/3 acidificanti (proteine e carboidrati). L’uomo civilizzato si nutre maggiormente in modo contrario.

Il risultato della nostra alimentazione non è dunque un equilibrio acido-basico come richiede la costituzione chimica del nostro corpo ma un eccesso di acidità. Nei paesi industrialmente molto sviluppati le malattie causate dall’alimentazione sono enormemente aumentate dopo l’inizio del secolo. Anche se si è riusciti a dominare pericolose epidemie, muoiono ancora oggi molte persone nel fiore dell’età a causa d’infarto cardiaco, malattie metaboliche, malattie degenerative  dovute ad un’eccessiva o scorretta alimentazione; molti vivono più a lungo ma con malattie che si portano per sempre diminuendo la qualità della vita. Il messaggio che voglio passare è che vivere bene è tanto importante, e forse anche di più, di vivere a lungo.

fonte :Riccardo Lautizzi (dionidream)


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Paolo Pinna

Naturopata, iscritto con N° 44326 nell’elenco professionale, specializzato in Nutrizione e Alimentazione, Riflessologia plantare, Riequilibrio vertebrale, e Tecniche di digitopressione.

Direttore e docente della Scuola di Naturopatia Sardegna, vicepresidente dell’Associazione professionale per la tutela dei Naturopati “Akademia della Salute”

Mal di Gola Estivo …… la Curcuma può aiutare a risolvere

Curcuma: proprietà, benefici e… qualche attenzione!

Una guida completa alla curcuma: le sue origini, le sue caratteristiche, i suoi benefici e… perchè è meglio non esagerare!

curcuma

La curcuma, pianta spontanea utilizzata da millenni nella medicina ayurvedica, è entrata da tempo a far parte anche delle abitudini alimentari occidentali. Merito delle sue proprietà, che hanno permesso a questa spezia dal colore intenso e dal profumo inconfondibile di potersi annoverare all’interno di tantissimi percorsi di “benessere” alimentare (e non solo). Ma siamo sicuri di conoscere bene quali siano le caratteristiche della curcuma? E quali sono i benefici che può apportare al nostro organismo? E, ancora, possiamo assumerla liberamente, o dobbiamo fare attenzione a qualcosa? Cerchiamo di dare una risposta compiuta a questa e ad altre domande, nelle righe che seguono!

COSA È LA CURCUMA E DA DOVE VIENE

La curcuma è una pianeta della famiglia delle Zingiberaceae (per intenderci, la stessa famiglia alla quale appartengono i più noti zenzero e cardamomo). Conosciuta comunemente anche con il nome di zafferano d’India, è una pianta perenne spontanea, che può raggiungere il metro di altezza, e che risulta essere facilmente riconoscibile grazie alle sue foglie (larghe) e ai suoi fiori (gialli). Estratta, la radice è di forma cilindrica e di colore arancione.dosi-curcuma-in-cucina

Ebbene, proprio sulla radice si sono concentrate da tempo le attenzioni dei nutrizionisti, visto e considerato che questa parte della pianeta può racchiudere importanti proprietà benefiche che possono fare la gioia dei più affezionati alle diete naturali. E proprio la radice è la parte della curcuma che potete acquistare nei migliori supermercati e nei negozi bio, fresca, o macinata dopo l’essicazione.

Quel che forse non sapete, è che la curcuma non arriva dall’India (come invece lascerebbe supporre il suo particolare soprannome), bensì dalla Cina, e che si deve a Marco Polo la sua prima citazione negli scritti del XIII secolo. Naturalmente, non è solo in Cina che è possibile riscontrare questa spezia, ampiamente diffusa anche in India, in Malesia e in altre vaste zone dell’Asia. Un’altra teoria fa invece risalire la curcuma non ai cinesi, bensì ai greci: i quali, ben inteso, hanno il merito di citare la curcuma all’interno di un libro di medicina(Paracelso la consigliava per risolvere i problemi al fegato).

curcuma_ricette_usi

Ad ogni modo, è indiscutibile come il “destino” della curcuma sia legato, anche in tradizione, all’India. Proprio nel subcontinente tale spezia è considerata come un potete portafortuna, tanto che le spose indiane ne portano al collo un piccolo pezzo nel giorno delle nozze…

I VALORI NUTRIZIONALI DELLA CURCUMA

Veniamo ora ai valori nutrizionali della curcuma. 100 grammi di questa spezia contengono:

  • Calorie 354
  • Grassi 10 g
  • Acidi grassi saturi 3,1 g
  • Acidi grassi polinsaturi 2,2 g
  • Acidi grassi monoinsaturi 1,7 g
  • Colesterolo 0 mg
  • Sodio 38 mg
  • Potassio 2.525 mg
  • Carboidrati 65 g
  • Fibra alimentare 21 g
  • Zucchero 3,2 g
  • Proteina 8 g
  • Vitamina C 25,9 mg
  • Calcio 183 mg
  • Ferro 41,4 mg
  • Vitamina B6 1,8 mg
  • Magnesio 193 mg

Non male, no?

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TUTTE LE PROPRIETÀ DELLA CURCUMA

Sancite le origini e le caratteristiche nutrizionali della curcuma, passiamo ad occuparci delle sue proprietà benefiche, cominciando da quella antinfiammatoria: questa spezia può infatti dare una mano al nostro organismo nel ridurre i meccanismi infiammatori, e in particolar modo quelli che coinvolgono le articolazioni. Svolge inoltre una importante funzione depurativa, supportando il nostro corpo nel processo di espulsione delle tossine, e un’azione coleretica, incrementando la produzione della bile e favorendo il passaggio verso il duodeno.

La curcuma è inoltre un noto elemento antiossidante e antitumorale, cicatrizzante e digestiva. Tra le sue altre proprietà, spiccano quella di stabilizzatore glicemico, antibatterico, antistaminico, immunostimolante, seboregolatore, lenitivo, e protettore cardiovascolare. Insomma, un vero e proprio portento per il nostro organismo, ben noto agli appassionati di medicina ayurvedica, e in grado di essere assunto attraverso qualche ghiotta ricetta.

curcuma_antidepressiva

In cucina, infatti, la curcuma può essere utilizzata per poter preparare delle bevande o come spezia di condimento: le ricette in merito sono davvero tante, e molto dipende dall’utilizzo e dalla finalità che desiderate che questa spezia abbia per voi. In tal proposito, a titolo di suggerimento per l’acquisto, ricordiamo che è bene comprare la radice fresca in piccole quantità, poichè si secca velocemente perdendo gran parte delle sue proprietà benefiche. Ancora, ricordate che se acquistate la curcuma in polvere, già essiccata e macinata, è bene conservare il prodotto in un barattolo al riparo da luce e umidità.

QUALCHE CAUTELA NEL CONSUMARE LA CURCUMA

In generale, assumere della curcuma non ha alcuna particolare controindicazione. Tuttavia, bisogna stare molto attenti a non esagerare, poichè se viene assunta in dosi eccessive, la curcuma potrebbe provocare alcuni effetti collaterali, come la nausea o l’acidità gastrica. Inoltre, è bene evitare di assumere la curcuma se si è allergici anche a uno solo dei principi di cui è composta la curcuma. Ulteriormente, se assunta per diverso tempo in maniera consistente, la curcuma può provocare ulcere, dissenteria, nausea, meteorismo, calcoli.

curcuma-in-cucina

Al di là di queste cautele (insomma, come per tutte le cose sarebbe bene non esagerare nel consumo di questa spezia!) ci sentiamo di tranquillizzarvi circa le proprietà e i vantaggiche la curcuma può conferirvi: si tratta di un elemento davvero portentoso, che potete certamente fare vostro anche grazie alle tantissime ricette che vi permetteranno di assumere la curcuma in una sana alimentazione.

Provate ad esempio a preparare una buona tisana alla curcuma. Per prepararla sarà sufficiente versare 2 cucchiaini di polvere di curcuma in un bricco di acqua bollente, aggiungere un cucchiaino di miele e un pò di succo di limone, con del pepe nero. Se invece avete la curcuma non in polvere, bensì con la radice fresca, potete far bollire 5 grammi di radice insieme all’acqua per 3-4 minuti, spegnere il fuoco, lasciare riposare per 10 minuti senza togliere il coperchio e, trascorso questo arco temporale, filtrare l’infuso e dolcificare con un pò di miele. Buona degustazione!

fonte: INRAM


Paolo Pinna

Naturopata, iscritto con N° 44326 nell’elenco professionale, specializzato in Nutrizione e Alimentazione, Riflessologia plantare, Riequilibrio vertebrale, e Tecniche di digitopressione.

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Trigligeridi – Come abbassarli

Scopri i migliori consigli alimentari per prenderti cura della salute del cuore
Obesità?
Sbarazzati della pancia gonfia. Guarda come è semplice!

 

Capire come abbassare i trigliceridi nel sangue è fondamentale. Se questi valori sono troppo alti si rischia infatti d’incorrere in problemi di natura cardiovascolare.

VALORI DEI TRIGLICERIDI: QUALI SONO QUELLI NORMALI?

Prima di specificare come abbassare i trigliceridi è essenziale capire i casi in cui si può parlare di valori nella norma. Possiamo affermare di trovarci davanti a una situazione in cui i trigliceridi non sono oggetti di preoccupazione quando il loro valore non supera i 150 mg/dl.

Continuiamo specificando che i trigliceridi, quando non c’è un eccesso quantitativo, sono importanti. Per quale motivo? Perché si tratta di sostanze che forniscono energia alle cellule del nostro corpo, dando loro modo di svolgere le loro funzioni in maniera efficace.

A COSA È DOVUTO L’INNALZAMENTO DEI TRIGLICERIDI?

Per capire come abbassare i trigliceridi è utile comprendere a cosa è dovuto l’innalzamento dei valori in merito. A tal proposito si può aprire un capitolo molto ampio e chiamare in causa l’alimentazione ricca di caabbassare i trigliceridirboidrati, ma anche la vita troppo sedentaria e l’assunzione di specifici farmaci, per esempio alcuni diuretici e tipologie di pillola anti concezionale.

L’alimentazione rappresenta il primo ambito in cui è possibile intervenire per abbassare i trigliceridi e prendersi cura della salute del cuore.

come abbassare i trigliceridi

I CIBI MIGLIORI PER DIMINUIRE IL LIVELLO DI TRIGLICERIDI NEL SANGUE

Entriamo ora nel vivo di come abbassare i trigliceridi ricordando che esistono alcuni trucchi alimentari per avere successo al proposito.

Il più importante è senza dubbio la riduzione dei carboidrati. Spazio quindi alle fibre, principi che aiutano a tenere sotto controllo il peso regolarizzando l’attività intestinale e a rallentare il rilascio dei carboidrati nel sangue, impedendo così l’insorgenza dei picchi glicemici.

come abbassare i trigliceridi

Un altro consiglio utile al proposito consiste nel consumare, oltre ai pasti principali, almeno 2 spuntini quotidiani, possibilmente a base di frutta (in questo modo si tiene allenato il metabolismo, contribuendo sempre a evitare gli aumenti di peso).

Da citare anche è l’importanza di ridurre l’apporto di alcol e quello di grassi, soprattutto se non omega 3 (in questo caso si parla di sostanze che fanno invece molto bene perché riducono il colesterolo LDL presente nel sangue).

Al di là di tutti questi consigli di alimentazione sana è utile ricordare che sono le fibre le regine di una vita sana anti trigliceridi. Questo significa che è bene integrarle nell’alimentazione fin dalla prima colazione, pasto importantissimo durante il quale si possono consumare muesli o formelle a base di fibre con un velo di marmellata o, se si vuole fare un ulteriore regalo alla propria salute, di miele.

fonte: INRAN


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Paolo Pinna 

Naturopata, iscritto con N° 44326 nell’elenco professionale, specializzato in Nutrizione e Alimentazione, Riflessologia plantare, Riequilibrio vertebrale, e Tecniche di digitopressione.

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Come dimagrire le gambe: 3 consigli per cosce perfette

Come dimagrire le gambe: 3 consigli per cosce perfette

beautiful naked girl on a white

Smetti di nasconderti e goditi gonne e short senza vergogna! Scopri come dimagrire le gambe in una guida completa e ricca di dettagli.

Una guida completa su come dimagrire le gambe: dalla dieta giusta da seguire agli esercizi da affrontare giorno dopo giorno.

Per avere delle gambe sottili e perfette basta fare un paio di esercizi al giorno. È un’affermazione che senti dire spesso dalle tue amiche più slanciate, non è così? Beh, lascia che ti dica una cosa: non c’è niente di più sbagliato in questa frase.

Per creare curve degne di essere notate non basta sudare in palestra, soprattutto se non si conoscono a fondo i trucchi per lavorare sulla zona inferiore del corpo. Infatti, per dimagrire le gambe è necessario costituire una combinazione perfetta tra la diminuzione del grasso e l’aumento della massa muscolare, insieme comporteranno una maggiore flessibilità delle stesse.

 

 

Ma partiamo dall’inizio.

Le gambe di una donna iniziano a dimagrire nel momento in cui la percentuale di grasso corporeo raggiunge il 18 per cento. E come ridurlo? Attraverso una corretta alimentazione, un esercizio fisico costante e una forza d’animo non indifferente.

 

COME DIMAGRIRE LE GAMBE IN 3 PASSI

ALIMENTAZIONE

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Il piano nutrizionale per chi desidera gambe snelle e sempre attraenti deve includere pasti sani e frequenti. Gli spuntini, in questo caso, sono fondamentali per mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue e diminuire le calorie. Sì, lo so che sembra una contraddizione, ma la maggior parte dei nutrizionisti più esperti raccomandano di prendersi del tempo per 5 pasti al giorno. Un motivo ci sarà, non credi?

In particolare, dovrai:

determinare il tuo fabbisogno calorico giornaliero

seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati

fare piccoli pasti frequenti.

 

 

ATTIVITÀ FISICA: VARIA GLI ESERCIZI PER UN RISULTATO PIÙ EFFICACE!

 

Vuoi la verità nuda e cruda? Come dimagrire le gambe e dire addio alla cellulite se non hai nessuna intenzione di sudare? Devi mettere in conto di dare fondo a tutta la tua forza di volontà e mantenere la tua mente concentrata sull’obiettivo: perdere massa grassa sulla parte bassa del corpo.

Ed è proprio questa la parte più difficile del programma di dimagrimento cosce: mantenere la concentrazione. Ci saranno, infatti, momenti fastidiosi che ti renderanno la vita difficile. A volte vorrai rinunciare perché i risultati che ti aspettavi non si vedono neppure con il binocolo.

In questi istanti dovrai dare prova della tua determinazione e prendere la decisione che potrebbe cambiare la tua vita, in meglio o in peggio: tirerai fuori la grinta e andrai avanti per la tua strada o ti arrenderai? La scelta è tua.

 

GINNASTICA CARDIOVASCOLARE

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È probabilmente la parte più divertente nel tuo percorso di dimagrire le gambe. Parliamo di attività aerobica che coinvolge numerosi esercizi di livello cardiovascolare.

Gli esperti raccomando un’attività di 5 giorni a settimana per un intervallo che va dai 30 ai 45 minuti. Questo tempo va suddiviso in esercizi aerobici a intensità moderata ed esercizi a intensità elevata. Ti aiuteranno a liberarti dal grasso ostinato e sviluppare la muscolatura per donarti forme ben definite e sensuali.

Se, invece, credi di avere di avere delle gambe troppo muscolose, puoi puntare esclusivamente sulla ginnastica cardio che, oltre a eliminare il grasso, diminuisce anche la dimensione del muscolo della gamba. Tuttavia, ricorda che moltissime donne hanno la necessità di aumentare la massa muscolare per migliorare la forma e la durezza delle cosce e per sbarazzarsi della cellulite.

In realtà, soltanto le donne di somatipo mesomorfo non hanno il bisogno di incrementare la muscolatura in quanto tendono già ad avere gambe muscolose. Un eventuale aumento potrebbe, in questo caso, causare problemi di natura fisica.

Il consiglio è, quindi, di provare attività che comportino direttamente l’utilizzo degli arti inferiori: passeggiate, corsa, pattinaggio, aerobica sono le soluzioni ideali. Questi esercizi offrono lo straordinario vantaggio di bruciare i grassi e sviluppare la muscolatura per un aspetto delle gambe più snello.

Per chi preferisce andare in palestra, è utile provare l’ellittica per migliorare le prestazioni dei quadricipiti.

 

ESERCIZI PER DIMAGRIRE LE GAMBE

 

Per perdere peso in una zona specifica è anche utile pensare a un allenamento che si focalizzi interamente su quella determinata area.

Esistono moltissimi strumenti che possono dirti come dimagrire le gambe. Tra attrezzature da palestra ed esercizi specializzati, riuscirai in breve tempo ad evitare la ricomparsa della cellulite e potrai di nuovo indossare i tuoi short preferiti senza vergognarti.

Le gambe, infatti, come tutti i gruppi muscolari, si adattano nel corso del tempo a un determinato movimento. Più fai esercizio e più questo diventa fluido. Qui di seguito ti indico uno dei migliori esercizi per dimagrire le gambe da fare a casa:

sdraiati a pancia in su con le gambe piegati, piedi appoggiati al pavimento

posiziona un cuscino tra le ginocchia

  • inspira e contrai i muscoli addominali
  • espira e stringi le cosce, fai attenzione a non muovere il bacino
  • mantieni la posizione per 5 secondi, poi rilascia lentamente
  • ripeti l’esercizio 15 volte.

 

 

STRETCHING: PERFETTO PER GAMBE SOTTILI

 

L’allungamento dovrebbe essere il primo esercizio da fare prima di mettersi a fare sul serio. Non solo ti evita di incorrere in brutte contratture, se non peggio, ma è anche un ottimo aiuto su come dimagrire le gambe.pilates-per-dimagrire

Lo stretching, così come viene chiamato in termini originali, dona una maggiore flessibilità agli arti inferiori ed è pensato per offrire alle gambe una forma più bella, più snella e ben delineata.

Dovrebbe occupare al massimo 10 minuti del tuo tempo e serve a preparare i muscoli alla vera e propria attività fisica. Li mette in funzione, li scalda e ti mette nella condizione di andare avanti senza intoppi. È persino un ottimo aiuto per il cervello. In che senso? Ti costringe a focalizzarti su ciò che stai facendo in quel determinato momento, ti prepara mentalmente.

Ma se proprio la pigrizia prende il sopravvento e hai bisogno di concentrarti con qualcosa di più divertente, ti consiglio di iscriverti a un corso di pilates. È un modo sicuramente molto più dinamico che ti permette di dimagrire le cosce con il sorriso sulle labbra.

Entrare in un gruppo di pilates ti porta, infatti, a socializzare con altre persone che si sono poste il tuo stesso identico obiettivo. Ciò ti permette di avere sostegno e una spinta in più per non cadere nel ciclo della noia.

 

fonte INRAN


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Paolo Pinna

 

Naturopata, iscritto con N° 44326 nell’elenco professionale, specializzato in Nutrizione e Alimentazione, Riflessologia plantare, Riequilibrio vertebrale, e Tecniche di digitopressione.

Direttore e docente della Scuola di Naturopatia Sardegna, vicepresidente dell’Associazione professionale per la tutela dei Naturopati “Akademia della Salute”